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Normativa delle acque potabili



di Monica Salvatore, Coordinatrice ODAV Napoli


Secondo l'art.2 del Reg.178/2000 deve considerarsi “alimento” qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato, destinato a essere “ingerito" dagli esseri umani, comprese dunque le bevande e l'acqua intesa nella sua multidimensionalità di fonte di sostentamento e ingrediente/fattore di produzione alimentare.

Il legislatore comunitario si è poi preoccupato di prevedere per l'acqua una NORMATIVA ad hoc ispirata ai principi del food Safety richiesta per la prima volta da un 1.700.000 cittadini europei che attraverso la forma partecipativa del Right2Water lanciata nel 2012 in 13 Paesi, con le loro firme hanno spinto la Commissione Europea a elaborare un testo legislativo approvato dal Consiglio europeo e infine dal Parlamento europeo a dicembre 2020 a garanzia di un “diritto umano universale all'acqua e ai servizi igienico-sanitari”.

La recente Direttiva UE 2184/2020 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 pubblicato sulla G.U.C.E. n. L435/1 si pone infatti, come obiettivo la protezione della salute umana dagli effetti nocivi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia. È per questo motivo che è stato affidato all'ECHA (Agenzia Europea per le sostanze chimiche) il compito di aggiornare entro il 12 luglio 2021 tutti gli elenchi delle sostanze chimiche nocive che possono entrare in contatto con l'acqua potabile, aumentandone in questo modo gli standard qualitativi. Con questa Direttiva cambia l'approccio alla sicurezza dell'acqua basato sul rischio lungo tutta la filiera a partire dai bacini idrografici fino alla distribuzione domestica.

La nuova normativa, in vigore dal 12 gennaio 2021 ha abrogato la precedente Direttiva 83/98 e prevede per l'Italia, come per gli altri stati membri due anni di tempo per adeguare le normative nazionali e recepire la Direttiva 2184/2020.

Allo stato il Ministero della Salute italiano ha istituito un Tavolo Tecnico per meglio revisionare e regolamentare quanto già istituito dal D.M 174 del 2004 concernente i materiali e gli oggetti utilizzati negli impianti fissi per il trattamento e la distribuzione delle acque destinate al consumo umano con l'obiettivo primario di colmare le criticità e migliorare la salute degli italiani attraverso una revisione dei criteri stabiliti dal D.lgl. 31/2000 e successive modifiche e integrazioni che disciplina la qualità delle acque.


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