osservatorio del diritto vitivinicolo e

Chi siamo

Prospettive e finalità

Nello scenario della nostra contemporaneità, in cui vi è stato il “dilatamento” del­la filiera produzione-consumo e il rapido mutamento delle abitudini di vita occidentali, si è assistito a una evoluzione repentina del concetto di qualità del prodotto alimentare, che oggi attiene al suo intero ciclo di vita e che riguarda il processo produttivo e la sua funzione, richiedendo tutta una serie di apposite garanzie, soprattutto a livello normativo. Proprio nella funzione di tutela e di valorizzazione delle nostre eccellenze nasce l’Osservatorio del Diritto agroalimentare e vitivinicolo, che ha fra le sue priorità quello di vigilare sul sistema produttivo, sull’economia del territorio, sulla tutela dell’ambiente incrementando così le garanzie per consu­matori e produttori.

«L’Osservatorio – spiega Rosa Colucci, founder dell’Osservatorio – nasce per capitalizzare il patrimonio professionale, formativo e umano creatosi nel nostro primo Corso di diritto, cultura e impresa del diritto vitivinicolo. L’Osservatorio ha fra i suoi scopi quello di valorizzare la professionalità degli iscritti, rafforzare i vincoli fra i soci promuovendo la consapevolezza delle competenze in questo campo e favorendone la formazione. L'Osservatorio vanta un’ottima rete di professionisti e produttori in tutta Italia organizzati nelle delegazioni locali. Si tratta di un progetto che mette in relazione avvocati, addetti ai lavori e produttori per divulgare e promuovere la conoscenza e il rispetto della legislazione agroalimentare e vitivinicola, della giurisprudenza di riferimento, delle notizie e delle novità in materia. Facendo dialogare i protagonisti di questo sistema di eccellenze e contribuendo alla loro stessa formazione, l’Osservatorio intende rivestire il ruolo di interlocutore con le massime istituzioni per lo sviluppo innovativo dell’economia e del territorio, della qualità della vita e dell’ambiente, per la tutela e la valorizzazione del patrimonio agroalimentare e vitivinicolo, paesaggistico e culturale».

E di tutelare il nostro patrimonio vitivinicolo e agroalimentare è sempre più sentita la necessità, visto che il fenomeno del falso Made in Italy sta colpendo lo stesso consumatore italiano in Italia, con l’immissione sul mercato di prodotti che di italiano, spesso, hanno solo l’impresa venditrice. Un fenomeno così diffuso da arrivare a sottrarre al nostro export, secondo le stime, ben 60 miliardi di euro annui, il doppio del fatturato delle vendite all'estero dalle imprese italiane.

«Siamo convinti anche – continua Colucci – della funzione sociale dell’Osservatorio, visto che tutelare la produzione e la diffusione dei nostri prodotti comporta prima di tutto difendere la naturalità di un’agricoltura più sostenibile sul piano ambientale e le condizioni dei lavoratori, combattere le diseguaglianze, promuovere lo sviluppo di attività economiche e la creazione di nuovi posti di lavoro: significa in sostanza contribuire a migliorare la qualità di vita della propria comunità».

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